Val d’Aso: tutti i borghi da visitare

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LA VAL D’ASO, UNA TERRA RICCA DI BELLEZZA STORIA E MISTERI, CHE OFFRE TANTI BORGHI E PAESI DA SCOPRIRE E VISITARE PER RESPIRARE IL FASCINO DELLE MARCHE PICENE.

Tra Fermo e Ascoli Piceno, lungo il corso del fiume Aso, una valle dalla bellezza antica, dal fascino immutato dove convivono in singolare armonia borghi antichi e vecchi casolari, vigneti e frutteti, orti ordinati e campi lasciati alla benevolenza della natura. Un territorio unico dagli scenari suggestivi dove poter rivivere le antiche tradizioni contadine e scoprire quanta maestria e quanta cultura, quanta saggezza e quanti splendori questi piccoli gioielli incastonati nel piceno possono celare.

Il fiume Aso nasce nel territorio di Montemonaco, fra il Monte Porche e il Cima del Prata, nel cuore dei Sibillini, per poi incontrare il lago di Gerosa e snodarsi verso il Mar Adriatico per circa 60 Km sfociando nel territorio di Pedaso. Lungo il suo tragitto incontra, tra i suggestivi colori della natura che qui regna in ogni angolo, una ventina di borghi adagiati sulla schiena dei colli che rappresentano un patrimonio storico culturale inestimabile tra aree archeologiche di civiltà picene e romane a chiese romaniche, abbazie avvolte dalla sacralità, palazzi patrizi rinascimentali, teatri, mulini, fortezze e molto altro.

Da Force a Monterinaldo, da Ortezzano a Monte Vidon Combatte, deliziosi borghi rimasti ai margini della caoticità e dal progresso sfrenato, piccoli comuni dove la tradizione e le usanze tramandate da padre in figlio hanno ancora la meglio sulla tecnologia e sulla modernità, luoghi che hanno saputo mantenere intatte la propria identità custodendo gelosamente la propria storia e i tanti splendori naturali e artistici.

E ancora, Carassai e dall’altro lato Petritoli, borgo antico al quale si accede attraverso tre archi ogivali ottocenteschi racchiusi entro due torrioni del XV sec, fondato dai monaci farfensi nel X secolo, con la sua torre ottocentesca e con il Teatro dell’Iride costruito su disegno di Giuseppe Sabbatini.

E ancora Monterubbiano – con le sue antiche porte d’accesso, le mura castellane, il ghetto ebraico e il palazzo comunale, edificio romanico risalente al ‘300, le dieci chiese tra le quali Santa Maria dei Letterati con una tela e tre tavolette attribuite a Vincenzo Pagani –; Moresco – con il suo castello alla sommità del colle a dominare la valle, cinto da mura e con l’imponente torre eptagonale e la torre dell’orologio –  e dall’altra parte Montefiore dell’Aso, adagiato su ben cinque colli fra l’Aso e il Menocchia; da visitare, all’interno del chiostro francescano il museo Adolfo de Carolis con il Polittico del XV sec. attribuito a Carlo Crivelli e la chiesa di San Francesco dall’aspetto tardo romanico all’esterno e con un interno prettamente barocco che ospita la tomba dell’artista montefiorano Adolfo de Carolis.

Vicini al mare e alla foce dell’Aso, Campofilone – famoso per gli squisiti maccheroncini, è un delizioso borgo fatto di vicoli stretti e affusolati, con le caratteristiche abitazioni rurali e le porte d’accesso alla cittadina e con numerosi segni della presenza delle antiche popolazioni picene e romane come la Cisterna -; Altidona – divisa tra la Marina, caratterizzata da spiagge ghiaiose e il borgo antico, con la splendida chiesa dei Santi Maria e Ciriaco, edificata nella seconda metà del ‘700 e la chiesa della Madonna della Misericordia e le piste ciclopedonali -; Lapedona –  con il suo castello medievale e le relative porte d’ingresso, Porta Marina e Porta del Sole, lo splendido Palazzo comunale databile nel XVI sec. il cui loggiato è costituito da due archi uguali e da un terzo con una luce più ampia e la chiesa di San Giacomo e San Quirico che custodisce una scultura lignea di quest’ultimo, mentre nella chiesa di San Nicolò è possibile ammirare  “Madonna con bambino, S. Michele, S. Francesco e S. Quirico” tela firmata da Simone de Magistris. Infine troviamo Pedaso, in posizione prominente sull’Adriatico, il cui simbolo è il Faro costruito nel 1877 distrutto nella seconda guerra mondiale e subito ricostruito dopo la fine di questa, con le sue spiagge sassose e il suo mare costellato da scogli di ogni forma e dimensione.

 

 

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