Riaprono i percorsi delle Gole dell’Infernaccio

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Riaprono finalmente i percorsi delle Gole dell’Infernaccio

Una zona, tra le più suggestive delle Marche: le Gole dell’Infernaccio saranno nuovamente praticabili dal 2 dicembre quando verrà festeggiata la loro riapertura dopo un periodo di impraticabilità dovuta a problemi connessi al terremoto.

E’ stata finalmente liberata la via d’accesso alle gole dai massi del sisma e sono stati ripristinati 3 ponticelli (uno prima della gola, e gli altri due prima e dentro la galleria) ed una passerella.

Le Gole dell’Infernaccio, o meglio note semplicemente come Infernaccio, sono delle gole naturali formate dal fiume Tenna. Queste si trovano nel comune  di Montefortino in provincia di Fermo, e ricadono nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini.

Le Gole dell’Infernaccio appaiono come possenti e vertiginose pareti di roccia che in alcuni punti arrivano quasi a sfiorarsi. Il mormorio del fiume che scorre tra i sassi e si destreggia in questa impervia gola, lo scorrere dei ruscelli e i piccoli salti delle cascatelle che si odono in lontananza saranno il sottofondo del vostro cammino. Le Gole, infatti, sono luogo ambito di escursionisti ed amanti delle passeggiate e si aprono a diversi percorsi turistici tra i più famosi della catena dei Monti Sibillini: la Cascata nascosta, la Sorgente del fiume Tenna (Capotenna) e l’Eremo di San Leonardo.

Le gole mettevano in comunicazione le due valli diametralmente opposte, quella del fiume Nera che sfocia nel Tevere e quella del fiume Tenna che si riversa nell’Adriatico ed era la via più breve ed accessibile per tutte le popolazioni che per necessità dovevano attraversare l’Appennino.

Il percorso del fiume nel tempo ha subito mutamenti poichè, dal versante del Monte Sibilla, scese a valle una frana che ostruì tutta la gola costringendo le acque del fiume Tenna a procurarsi un nuovo passaggio.

All’inizio del percorso che conduce all’ingresso delle gole, si attraverseranno dei rigagnoli d’acqua che, scendono dal Monte Zampa, formando le famosissime “Pisciarelle” ovvero piccole cascate di gocce di acqua che cadono dalle rocce sovrastanti.

Fuori dal bosco di alti faggi il sentiero si biforca e sarà possibile raggiungere l’Eremo di San Leonardo, ubicato proprio sotto il Monte Priora, sul luogo ove risiedevano i monaci camaldolesi, o la sorgente del fiume Tenna (Capotenna) posta a 1.178 mt. o le Cascate del Rio dette anche cascate nascoste.