NUMANA E IL MISTERO DELL’ ANTICA HUMANA

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Uno dei misteri che ti accompagnerà nella vacanza sulla Riviera del Conero è quello di un antica città romana sommersa dal mare: Humana, oggi NUMANA.

Numana, brillante cittadina affacciata sull’Adriatico, è la signora della Riviera del Conero, baciata dal sole e dal mare, è una delle perle della costa adriatica, un centro turistico e balneare d’eccellenza. Il suo territorio è per la maggior parte compreso all’interno del Parco regionale del Conero, diviso in due zone, una, denominata Numana alta, si trova sulla sommità di una falesia a picco sul mare, dove si sono formate due baie, la spiaggiola e la spiaggia dei frati, mentre la parte bassa comprende il porto turistico e si estende verso sud fino a Marcelli. Ridente località turistica apprezzata anche per i tanti itinerari, escursioni, attività e sport che il parco del monte Conero offre, vanta una storia molto antica e avvolta ancora da un affascinante mistero.

numana

Vista di Numana e del Monte Conero

Secondo Plinio il Vecchio e altri storici latini, Numana sarebbe stata fondata dai Siculi per passare poi ai Piceni che qui stanziarono a lungo; passata poi sotto il controllo dei greci dorici provenienti della vicina Ancona, Numana finì, come tutto il territorio marchigiano, sotto l’Impero Romano. Una storia antichissima di cui certo non mancano testimonianze archeologiche, molte delle quali fondamentali per comprendere a pieno la civiltà picena e l’influsso greco sul territorio marchigiano prima ancora che i romani inglobassero e assorbissero tutte le altre civiltà. Tra i reperti particolarmente importanti che testimoniano il glorioso passato di Numana i corredi funebri di tombe picene e romane esposti nell’Antiquarium statale, mentre, non a caso, la statua di guerriero conservata nel Museo Archeologico nazionale delle Marche ad Ancona, è stata rinvenuto proprio in queste zone.

Nonostante ciò però resta un’aura di mistero su Numana, un’incertezza sulla sua storia che parte addirittura dal suo mone. Numerose sono infatti le ipotesi etimologiche: se in greco Numana significa “nuova dimora” per alcuni il termine deriverebbe da Nomos sempre dal greco “legge” riferendosi a Numana come “la giusta”. Alcuni sostengono che il suo nome derivi dal re di Roma, Numa Pompilio, altri dal guerriero, citato nell’Eneide, Romolo Numano ucciso dal figlio di Enea, Ascanio.

Dell’ importante e glorioso passato sembra inoltre esserci arrivato troppo poco, non ci sono – o non sono stati ancora rinvenuti – infatti sostanziali resti di centri abitati risalenti all’epoca picena o della Numana romana, un tessuto cittadino concreto e rintracciabile della vitale città, importante porto di scambio con i greci. Questo perché secondo la leggenda, l’antica Numana (il cui nome venne restituito al comune nel 1869) caduta in decadenza e diventata Humana o Umana, sprofondò in mare nella notte dei tempi, scomparendo dalla faccia della terra.

La tradizione narra che fu una potentissima regina a volere la distruzione della città perché offesa dal comportamento dei suoi abitanti. Siccome l’approdo in zona della sua grande flotta non venne salutato con il suono delle campane, la regina ordinò di gettare queste ultime in fondo al mare e di abbattere tutte le torri della città. “Numana la Superba” venne ulteriormente punita per il grave affronto dalla furia dell’esercito scatenato che la distrusse completamente.

La realtà però sembra essere molto diversa: a far svanire nel nulla la città non fu l’ira di una misteriosa regima ma una serie di terremoti e maremoti che nel tempo portarono alla scomparsa dell’antica civiltà picena e romana. Ciò nonostante la fine della Numana archeologica resta avvolta da un affascinante alone di mistero alimentato dai racconti marinareschi degli anziani pescatori di Numana che nelle fredde sere d’inverno parlano di statue avvistate e poi perse, di mura e colonnati che compaiono in fondo al mare nei giorni più limpidi e di strani reperti impigliati nelle reti. Tra le stranezze, le storie fantastiche e indecifrabili molti raccontano anche di sentire, nelle notti di burrasca, il suono delle campane.