Montemonaco e il mito della Sibilla

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Il mito della Sibilla

Una delle mete più suggestive delle Marche è il Parco dei Monti Sibillini, cuore verde delle Marche. I colori di queste zone sono incantevoli. A seconda delle stagioni, immaginate il verde acceso delle colline e dei prati, o l’azzurro dei ruscelli e dei laghi che lo costellano. Tra i più conosciuti, i Laghi di Pilato e di Fiastra.

Per un viaggio da queste parti, tappa fondamentale è il borgo di Montemonaco

La naturale misteriosità di questo luogo ha favorito il sorgere di leggende magiche. Il mito della Sibilla narra che su questi monti delle Marche, in una grotta, si stabilì una sapientissima sacerdotessa Sibilla. Secondo la versione originale della leggenda, la Sibilla Appenninica era una fata buona, veggente e incantatrice, detentrice della conoscenza. Conosceva l’astronomia e la medicina. Era in grado di predire il futuro ed elargiva profezie usando parole di non semplice interpretazione. Attraverso i secoli, scrittori, letterati, negromanti e cavalieri erranti provenienti da tutta Europa facevano viaggi estenuanti nella speranza di carpire un suo oracolo.

Ancora oggi è possibile arrivare alla grotta con un sentiero sul Monte Fata, una delle punte della cresta dei Monti Sibillini. La grotta della Sibilla è detta anche grotta delle Fate. Pare infatti che la Sibilla fosse circondata da ancelle che vivevano con lei nella Grotta. Queste fate sibilline erano affascinanti creature, che prevalentemente si muovevano di notte. Vagavano tra il lago di Pilato (dove secondo la tradizione si recavano per il pediluvio) ed i paesi di FoceMontemonacoMontegallo.

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