Montecassiano storia e bellezze da scoprire

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Montecassiano storia e bellezze da scoprire

Montecassiano, un paese ricco di storia e cultura alle spalle della Riviera del Conero

Una delle perle dell’ entroterra delle Marche, verso la quale anche il turista in vacanza sulla Riviera del Conero può facilmente raggiungere, è il paese di Montecassiano.

Da Marcelli, Numana, Sirolo e Porto Recanati, ci si può arrivare con un semplice tragitto di 30 minuti circa.

Riporto un po’ la storia di questo affascinante borgo medievale, frequentato durante la sua storia da personaggi illustri, politici, artisti.

Innanzitutto Castrum Montis Sancte Marie è il primitivo toponimo del paese come risulta dal primo documento conservato nell’Archivio Comunale e datato 5 Luglio 1151, per poi apparire trasformato a partire dal 1200 in “Montis Sancte Marie in Cassiano”.

Ma ecco i principali punti nevralgici dal punto di vista della storia di Montecassiano:

– III secolo A.C: Nei pressi della collina dove sorge Montecassiano, che si affaccia sulla pianura lambita dal fiume Potenza, gli abitanti di Ricina edificano il tempio del “genius loci” ossia Venere Ericina e accanto ad esso uno dei magistrati ricinesi costruisce la sua “domus rusticationis”.

– 408 D.C.: Le invasioni dei Visigoti di Alarico e le guerre gotiche causano danni enormi a tutto il territorio, provocando la morte per fame e stenti di oltre cinquantamila abitanti del Piceno. I pochi scampati si arroccarono sulle colline più vicine ribattezzate successivamente con il nome di Castrum Montis Urbani (Monte Libano) e Castrum Colline (Collina): loro centro principale era l’altura sulla quale sorgeva il tempio di Venere che, come sopra detto, faceva capo alla “domus rusticationis” del vecchio magistrato i cui discendenti, con il trascorrere dei secoli, fondarono una famiglia di così detti “Conti rurali” ossia i Cassini.

– 1151: Pietro, figlio del Conte Cassiano, quale signore del luogo, conferma l’enfiteusi che Pagano Barone aveva ottenuto già in precedenza sulla quarta parte del Castrum Montis Sancte Marie, su un aliud castrum e sulla quarta parte ancora della chiesa di Santa Maria. Con il tempo però la potenza dei Cassi viene meno.

– Gennaio 1165: sia Pietro sia i figli di Pagano Barone che gli abitanti di Castrum Colline si dichiarano a loro volta enfiteuti dei Benedettini cistercensi, insediati sin dal 1142 nella valle del Fiastra, obbligandosi a versare loro, quale riconoscimento di sudditanza, un canone annuale.

– 1202: Il Comune di Mons Sancte Marie in Cassiano partecipa, come Comune indipendente, alla Pace di Polverigi, così come il vicino Castrum Montis Urbani che gravita nella sfera della potentissima Osimo anche se in seguito gli abitanti del paese, sfuggendo alla tenaglia osimana e alle angherie dei vicini, decidono di trasferirsi a Macerata precisamente presso il “borgo San Salvatore”. A Monte Santa Maria si appoggia invece il vicinissimo Castrum Colline che preferirà invece inurbarsi nel Monte stesso.

– 1225: Anno della stesura dello Statuto di Montecassiano che risulta essere uno dei più antichi delle Marche.

– 1239: Nuncastro o Novum Castrum (ora Valle Cascia e Palazzetto), residuo di un borgo a est di Ricina a sinistra del Potenza, viene incluso nei confini del Comune di Macerata, su concessione dal re Enzo, figlio di Federico II, come ringraziamento per l’aiuto ricevuto nella lotta antipapale. In verità, anche se la contrada verrà ancora menzionata nel catasto maceratese del 1268-1269, il Comune di Macerata si disinteressa di quella zona lontana dalla città, posta oltre il fiume e il castello finisce per essere inglobato nel territorio di Monte Santa Maria.

– 1234: l’Abate Giasone decide di riedificare la chiesa madre dell’attuale Montecassiano, forse anche per rinsaldare i vincoli enfiteutici e per legare il comune alla politica pragmatica dell’ordine cistercense ora guelfa, ora ghibellina a seconda delle circostanze, come annotava un cronista dell’epoca.

– 1334: il comune di Montecassiano è condannato al versamento degli arretrati dei canoni derivanti dai vincoli enfiteutici, dopo aver tentato invano di sciogliersi dagli stessi evitando talvolta di versare il canone oppure cedendo in enfiteusi terre che appartenevano ai cistercensi;

– 1348: come anche gran parte del resto d’Europa, Montecassiano viene colpito dalla “peste nera” e la sua popolazione decimata tanto che, a seguito di altre vessazioni, nel 1357 viene definita “civitas parva” contando all’incirca solamente mille abitanti.

– 1378/1417: Il Comune di Montecassiano partecipa alle lotte fra Papi ed Antipapi seguendo o le parti dei Varano o dei Malatesta e talvolta degli avventurieri come Braccio da Montone. Placatesi le lotte e dopo il Concilio di Costanza, il nuovo Papa Martino V nel 1418 assolve il paese da ogni irregolarità compiuta durante lo scisma d’occidente.

– 1434: giunge nella Marca Francesco Sforza che impone a Montecassiano i suoi Podestà, esattori di balzelli. Inizia un periodo di relativa pace.

– 1437: costruzione delle mura castellane.

– 1445, dopo un breve periodo di dipendenza da Osimo, Montecassiano entra a far parte della ormai pontificia “Marca d’Ancona”. Solo allora grazie all’intervento sia pure interessato del Legato Cardinal Rodrigo Borgia, Commendatario di Fiastra, tra il 1456 ed il 1457, Montecassiano riesce a liberarsi completamente da ogni legame con l’Abbazia di Fiastra, recuperando la “libertas ecclesiastica”.

– 1451/1527: periodo ricco di committenze artistiche ed eventi civili e religiosi, come il dossale in maiolica robbiano, la sistemazione della chiesa di Salimbeni, l’istituzione della Festa di Santa Croce e la proclamazione di San Giuseppe a protettore del paese (1521). All’ambiente umanistico dell’epoca si deve la formazione culturale di Nicolò Peranzoni, poeta petrarchesco ed autore del “De laudibus Piceni” fonte di non poche notizie sulla provincia maceratese. Vicino agli ambienti della riforma cattolica fu invece il Venerabile Giovanni da San Guglielmo, agostiniano morto in odore di santità a Batignano (GR).

– 1586: Montecassiano si libera della tutela ecclesiastica di Osimo: Papa Sisto V infatti, per rendere più importante la nuova diocesi di Loreto-Recanati, stacca il territorio montecassianese da quello osimano, aggregandolo al vescovato lauretano.

– 1741: Oltre alla carestie e alle saltuari pestilenze si verifica una serie di terremoti che comportano la caduta della cuspide del campanile della chiesa madre.

– 1836: epidemia di colera che spinge la popolazione a rivolgersi alla Madonna del Buon Cuore, la cui immagine viene trasportata dalla chiesetta di Salimbeni nella Collegiata. A questa decisione si attribusce la salvezza della popolazione dal morbo.

– 8 settembre 1860: Montecassiano viene occupato dai piemontesi e nell’ottobre dello stesso anno lungo la cinta muraria sfila il corteggio di Vittorio Emanuele II. Secondo la tradizione, il sovrano abbevera il suo cavallo alla “Fontana dei cavalli”, ripristinata di recente nel sito originario a fianco della Porta Battisti.

– 4-5 novembre 1860: Plebiscito a seguito del quale Montecassiano entra a far parte del Regno d’Italia. In questo periodo vengono realizzati importanti lavori pubblici relativi all’acquedotto ed all’installazione dell’energia elettrica; viene inoltre inaugurato, nell’ex convento degli Osservanti, un nuovo Ospedale. Si restaurano chiese e, principalmente, quella di Santa Maria.

– 1925/1939 vengono realizzati degli interventi urbanistici da parte dei Podestà che amministrano il paese quali lo sventramento di Via Monreale, l’abbattimento delle case di Via Catena per far posto ai giardini comunali, le manutenzioni straordinarie del settecentesco Giardino Ferri e la costruzione della Chiesa di Sambucheto. Sempre nella prima metà del novecento si restaurano la chiesa dell’Annunziata adibita a sacrario dei caduti della prima guerra mondiale e il Palazzo dei Priori.

Tutti questi avvenimenti il turista li può respirare con una visita culturale per le vie, le chiese, i monumenti e le dimore storiche di Montecassiano.