Moie: architettura religiosa ed archeologia industriale.

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Moie: architettura religiosa ed archeologia industriale.

Oggi vi portiamo a fare un giro lungo il fiume Esino, a pochi passi da Jesi e vicino ai Siti Archeologici di Fabriano e Matelica. Siamo a Moie, piccola cittadina in provincia di Ancona dove vivono circa 5.500 persone.
Furono i monaci fondatori dell’Abbazia di Santa Maria a dare il via alla bonifica della zona su cui poi nacque all’inizio dell’XI Secolo la cittadina di Moie, il cui nome deriva dalla zona paludosa in cui si trova (moja).
L’abbazia confinava con una zona boscosa indicata come Silva Carpineta sulla riva sinistra del fiume Esino, collegato alla riva destra da un ponte.

La chiesa fu restaurata nel 1524: lo testimonia una lapide sulla facciata occidentale. Il restauro fu forse motivato dal cattivo stato delle torri medievali e comportò la trasformazione della parte superiore del corpo occidentale. Al 1524 risale anche l’attuale campanile. Nel 1600 il vescovo diocesano Marco Agrippa Dandini la elevò a parrocchia.

Foto 1: Abbazia di Santa Maria a Moie

A Moie troviamo anche un grande esempio di restauro di un’opera di archeologia industriale, La Fornace.

La Fornace di Moie ha cessato ogni attività nel 1974. Dopo il restauro del 2007 è tornata ad essere considerata centro di incontro comunitario grazie a nuovi progetti che la vedono protagonista. Qui troviamo una biblioteca, un caffè letterario, l’ informa-giovani, la sala Joyce Lussu ed un Gruppo Solidarietà con annesso Centro Documentazione. Il restauro della strutture ne ha comunque mantenuto le volumetrie, la ciminiera ed il Forno Hoffmann del 1923. Per questo si tratta di un luogo storico che perpetua il legame della storia sociale del luogo con i nuovi ruoli culturali che questo spazio offre alla popolazione e alle nuove generazioni.
  Foto 2 e 3: La biblioteca all’interno e l’esterno della Fornace di Moie