MISTERO DELLE SETTE CHIESE SUI SIBILLINI

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Nei Sibillini un mistero legato alla costruzione di sette chiese in geometrico rapporto con le stelle.

Leggende antiche tramandate oralmente avvalorate da iscrizioni simboliche, fregi incisi sui portali e sui muri degli edifici storici, delle chiese e delle case, le suggestioni di una terra magica, crocevia di ritualità pagane dove natura, arte e storia si intrecciano in una trama misteriosa quanto affascinate rendono il territorio dei Monti Sibillini un luogo impenetrabile, incantato, fatato e stregato allo stesso tempo, un luogo dalla seduzione atavica in cui il mito e la realtà si fondono nella notte dei tempi.

Il fascino misterioso della Sibilla e della Grotta della Sibilla, o delle Fate, in cui questa avrebbe vissuto, non sono che una piccola parte del patrimonio tradizionale e folkloristico che si respira in questo territorio appartenente alla catena dei Monti Sibillini tra i deliziosi borghi di Montemonaco, Montefortino, Montegallo e Arquata del Tronto.

                   

                Cima della Sibilla, Monti Sibillini

Leggende e racconti di popolare e secolare memoria narrano di sette chiese, sette sorelle, che in questi territori sarebbero state edificate in punti strategici riproducendo fedelmente la costellazione del segno zodiacale della Vergine. Queste chiese, Santa Maria in Pantano ( la più importante, che corrisponde anche alla Spica, ovvero la stella principale della costellazione della Vergine), Santa Maria in Lapide, Santa Maria dell’Ambro, Santa Maria in Casalicchio, Santa Maria delle Cona, Madonna delle Gee e Santa Maria di Foce, hanno molto in comune: in primo luogo sono tutte dedicate alla Vergine Maria, luoghi di pellegrinaggio ogni 15 d’agosto, giorno dell’Assunta, tutte di fondazione medievale e costruite, anche se non ci sono fonti certe in proposito dai Cavalieri Templari fuggiti dalla persecuzioni dalla vicina Umbria e qui rifugiatisi. Inoltre tutte sorgerebbero, sempre secondo la tradizione e il folklore, sui resti di antichi templi pagani in cui vivevano le profetesse legate al culto della Sibilla dedicati alla Grande Madre.

Inoltre, se volessimo spiegare la loro posizione geografica diversamente, enigmatico ed oscuro sarebbe il motivo per il quale queste sorgono lontano dai centri abitati, la logica conclusione infatti è quella che le chiese non siano state costruite a caso in questi punti ma volute lì per riscrivere sulla terra la costellazione della Vergine alla quale tutte sono votate. Anche il numero delle chiese, sette, avvalora questa tesi, poiché sette sono le stelle del corpo centrale della costellazione.

Altro elemento arcano, ineluttabile e atavico che intreccia la costellazione della Vergine al culto mariano a quello della Madre Terra, – non a caso la zona dei Monti Sibillini è chiamata anche Terre Sancte Marie – è il fatto che le chiese, o meglio i tempi su cui sorgono, dedicati alla Grande Madre -, furono costruiti nelle vicinanze di corsi d’acqua da sempre assimilata simbolicamente alla vita, alla fecondità e alla prosperità. In questo senso, così come simbolo e rappresentazione terrena della costellazione celeste, le sette chiese sorgerebbero in punti energetici, dove si irradia il magnetismo terrestre, luoghi sacri dall’aura magica in cui sgorga, come l’acqua, la vita.