IL MIRACOLO DEL DIPINTO DI MARIA

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La leggenda, il mistero e il miracolo del famoso quadro all’interno del Duomo di Ancona che impaurì Napoleone.

Il Duomo di Ancona, dedicato a San Ciriaco, è una delle chiese medievali più interessanti di tutto il territorio italiano in cui lo stile romanico e quello bizantino si fondono costituendo un edificio di forte impatto visivo e scenografico esaltato dalla posizione su cui sorge, il colle Guasco, da cui domina su tutta la città di Ancona.

Al suo interno vi è conservato un dipinto giudicato miracoloso raffigurante la Madonna. Fu un evento in particolare a essere definito miracoloso avvenuto verso la fine del ‘700 annotato nei registri tenuti dai parroci del Duomo, ma la sua storia inizia quasi due secoli prima.

È il 1615, in una notte di burrasca il capitano di mare veneziano Bartolo si vide trascinare via dalle onde il proprio figlio, disperato l’uomo si rivolge alla Madonna chiedendole la grazia di salvarlo. Questa, misericordiosa madre esaudisce la preghiera del marinaio restituendo il figlio sano e salvo al padre, strappandolo dalla furia del mare. L’uomo per riconoscenza, approdando nella città dorica, fa dono al Duomo di un semplice quadro raffigurante la Madonna con una corona d’oro e il mantello azzurro, con un volto inclinato che guarda in modo amorevole e umile i fedeli; da allora questo piccolo dipinto che non misura più di 40 cm è posto nella cripta dove riposano i santi protettori della città e questa raffigurazione della Madonna è venerata ed invocata con il nome di Madonna di San Ciriaco. Con il tempo la Madonna dagli occhi amorevoli diventa la patrona della città, nel 1739 il quadro viene collocato nella cappella delle Sante reliquie, nella chiesa superiore, e l’immagine ora viene chiamata Signora di tutti i Santi. Ogni sabato difronte ad Essa si cantano le litanie e i fedeli devoti vi ricorrono per ogni necessità.ancona-madonna_di_san_ciriacoMadonna del Duomo di Ancona

 

Il 25 giungo del 1796 cadeva di sabato, il periodo non è dei migliori né per l’Italia né per la religione cristiana minacciate da oltralpe dalle mire espansionistiche e anticlericali di Napoleone Bonaparte. Ad Ancona si sparge la notizia dell’avanzata trionfale dell’esercito napoleonico e dell’armistizio di Bologna, nel quale Papa Pio VI ha ceduto ai francesi Ferrara, Bologna ed Ancona. Inoltre il papa si impegna a pagare 21 milioni di lire, parte in denaro, parte in natura e soprattutto a consegnare ai francesi cento opere d’arte tra quadri, vasi e statue e trecento manoscritti, tutto a scelta e a discrezione dei francesi che si assicuravano così un cospicuo bottino. La gente preoccupata e spaventata dall’arrivo dei predatori e miscredenti francesi si affolla nelle chiese implorando interventi divini a protezione dei devoti. Tra loro, quel sabato a leggere le litanie c’è la giovane vedova Francesca, alzando gli occhi alla Patrona di tutti i Santi le sembra che Questa la stia guardando. Impressionata ed intimorita crede ad un’allucinazione e riprende a pregare, ad interromperla il brusio degli altri devoti che man mano stanno notando qualcosa di strano. Il volto della Madonna appare cambiato, non solo gli occhi prima bassi, umili, quasi chiusi sembrano completamente aperti ma anche la bocca, prima chiusa e benevola ora è sorridente e rassicurante. Sbigottita sente una bimba dire ad alta voce: “è vero, la Madonna apre gli occhi e ride!”, tutte le donne riunite in preghiera si accorgono del cambiamento e continuano ad osservare la madonna che ad occhi aperti sorride loro rincuorandole e donando loro una serenità mai provata prima.

La notizia vola di bocca in bocca, tutti accorrono increduli, incerti pensano ad un’illusione ottica per poi ricredersi e lasciarsi affascinare dalla Madonna sorridente. Il prodigio si ripete per diversi giorni, durante la recita delle litanie lauretane, così alla presenza del Vicario Generale e di testimoni attendibili il quadro viene fatto ispezionare. Il responso non fa altro che attestare la veridicità del miracolo, nessun segno di alterazione sul dipinto ma anzi tutti, durante l’ispezione vedono gli occhi e la bocca della Vergine muoversi.

Il prodigio si ripete fino all’11 febbraio dell’anno successivo, giorno in cui Napoleone Bonaparte in persona volle ispezionare il dipinto. Nel momento in cui il Generale francese prende in mano il dipinto la sua attenzione cade su una preziosa collana di perle e pietre preziose che fanno da corona all’immagine della Vergine prodigiosa. Quando sta per afferrarla i presenti notano in Napoleone una titubanza e un improvviso pallore, che sia stata la Madonna a intervenire non è dato saperlo, fatto sta che Napoleone non prese la collana che venne rimessa sul petto dell’Immagine santa e che fu per suo volere che il quadro venisse coperto con un velo di seta ricamato. Che sia stato un intervento miracoloso o una mera mossa politica da parte dell’astuto Napoleone sta di fatto che la Signora di tutti i Santi è rimasta nel Duomo di San Ciriaco a protezione della città di Ancona, madre rassicuratrice dei suoi figli devoti.