Le 7 chiese romaniche nelle Marche

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Le più belle chiese romaniche da visitare nelle Marche, regione dove si può ammirare lo stile romanico in tutte le province.

Ecco le 7 chiese in stile romanico assolutamente da vedere.

Il territorio marchigiano è da sempre e per definizione terra di confine e di passaggio. Questa regione – crocevia di popoli, stili, culture e tradizioni molto diversi – si è sempre mostrata aperta e accogliente soprattutto per quanto riguarda le nuove tendenze architettoniche. Questo è particolarmente evidente con lo stile romanico, dai precoci esempi intorno alla metà dell’XI secolo fino a tutto il XIII secolo, che costituisce uno dei più grandi patrimoni artistici della regione e uno dei più interessanti di tutta l’Italia. Com’è facile intuire gli edifici in stile romanico sono di tipo religioso, questo perché  il potere religioso è rimasto sempre immutato a differenza di quello politico. La religione cattolica-cristiana è sempre stata un punto fermo e i centri religiosi hanno sempre prosperato e vissuto con continuità. Questo ha hanno favorito la costruzione di monumenti religiosi che ancora oggi raccontano uno stile e un modo di vivere ben precisi.

Santa Maria della Piazza è una tra le chiese più antiche di Ancona, la sua costruzione originale infatti risale al XIII secolo ma ci sono tracce di due chiese sottostanti che risalgono addirittura al V sec. Nel corso del tempo la chiesa ha subìto diversi rimaneggiamenti e ha cambiato appellativo più volte, da santa Maria del Canneto a Santa Maria del Mercato nel ‘400, Realizzata in marmo della Dalamzia è rimasta intatta la stupenda facciata, che rappresenta uno dei documenti più preziosi dell’arte romanica. La pianta a tre navate, è divisa da pilastri ottagonali con cornici a fogliami mentre l’interno, recentemente restaurato, non conserva purtroppo il disegno originale, si possono tuttavia ammirare i resti del pavimento a disegni geometrici.

Il battistero di San Giovanni di Ascoli Piceno sorge al lato sinistro del prospetto principale della cattedrale di sant’Emidio, patrono della città. Un monumento austero con una struttura solida e massiccia a base quadrata sormontata da un tiburio ottagonale, aperto da 4 monofore, sovrastato da una cupola circolare. In origine il monumento aveva tre ingressi che simboleggiavano la Santissima Trinità, ora è possibile accedere solo attraverso due portali, l’aula interna unica ha una pianta ottagonale irregolare, tipicamente romana, con nicchie in corrispondenza degli angoli della base quadrata esterna. All’interno, al centro della pavimentazione, la vasca circolare o piscina, datata tra il V secolo e il VI secolo, usata, secondo il rito cristiano, per il battesimo a immersione.

La chiesa di San Vittore delle Chiuse, edificata dai longobardi verso la fine del X secolo nelle terre d’origine di San Benedetto, a cui è dedicata, si trova nel territorio di Genga in provincia di Ancona, in posizione isolata alla confluenza del fiume Sentino nell’Esino e presso la gola e le grotte di Frasassi.L’edificio si presenta con una pianta a croce greca, con quattro colonne che dividono la chiesa in nove campate coperte da volte a crociera tranne quella centrale sulla quale si imposta una cupola con tiburio ottagonale. La facciata è caratterizzata da una bassa torre cilindrica e da un alto torrione quadrangolare che probabilmente ha sostituito l’altra torre cilindrica in epoca successiva.

La Basilica di Santa Maria a Piè di Chienti o Basilica della Santissima Annunziata, sorge sulla sponda sinistra del Chienti, a pochi chilometri dalla foce del fiume, in provincia di Macerata. Dalle origini molto antiche ed incerte sappiamo che tra la fine del ‘300 o agli inizi del ‘400 furono eseguiti lavori che mutarono l’aspetto della chiesa nelle forme che ancora oggi, sostanzialmente, rimangono. L’edificio possiede una forma architettonica molto originale, simile alle chiese francesi di stile borgognone, la pianta infatti si articola in tre navate sostenute da pilastri, quella centrale è più ampia e più alta, coperta da capriate, rispetto a quelle laterali sulle quali si imposta il matroneo.

Il Duomo di San Leopardo è la chiesa principale di Osimo, e concattedrale dell’arcidiocesi di Ancona-Osimo. Pregevole il portale, con sculture medievali di complesso significato simbolico. La cripta custodisce le spoglie di santi martiri osimani e alcune tombe tra cui quella di san Leopardo, primo vescovo di Osimo. La chiesa si presenta con una pianta a croce latina mentre la facciata, che termina con un frontone triangolare, mostra un rosone ancora molto ricco nonostante i rimaneggiamenti subìti. Nel portico, a tre arcate a tutto sesto poste sopra due colonne con basi di pietra, vi sono inseriti due portali d’ingresso notevoli per armonia architettonica.

L’ abbazia di Santa Maria di Chiaravalle di Fiastra sorge nella bassa valle del Chienti in prossimità dell’omonimo fiume, nel Maceratese e rappresenta il più importante edificio monastico delle Marche. Di stile tardo romanico rispecchia a pieno l’influsso cistercense di provenienza lombarda. Seguendo le regole monastiche anche l’edificio mostra serietà e solennità, privo di ornamenti poiché si aspira all’elevazione spirituale senza distrazioni.  Le volta a vela sostenute da pilastri e gli archi ad ogiva preannunciano l’imminente stile gotico. Sulla facciata troviamo un elegante portale in marmo policromo, impreziosito da tre pilastri e tre colonne che sostengono archi a tutto sesto e da architravi con capitelli a fogliame accartocciato o a motivi floreali. Anche l’interno è sobrio e austero, mai dimesso ma anzi armonioso nella sua semplicità grazie anche a un uso sapiente della luce.

La chiesa di San Giusto si trova a Pievebovigliana nel piccolo borgo di San Maroto che domina dall’altura rocciosa su cui è insediato la media valle del Chienti. La particolarità di questa chiesa, databile intorno alla prima metà del XII sec., è la sua struttura a pianta circolare, con quattro absidi laterali e sormontata da una cupola senza centine di sostegno. Al suo interno, a pianta centrale, risultato di un delicato gioco di soluzioni ed equilibri geometrici, sono conservati affreschi e tavole databili tra il XIV ed il XV secolo e una Croce astile della prima metà del Cinquecento.

 

 

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