I misteri delle Grotte di Camerano (AN)

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I misteri delle Grotte di Camerano (AN)

I misteri delle grotte di Camerano … Di Camerano ce n’è più sotto che sopra. Forse è stato questo motto popolare a portare il gruppo di ricercatori del Giap a Camerano, incuriositi dalla particolarità del suo sottosuolo. In questa deliziosa cittadina, o meglio sotto, si trova una vera e propria città sotterranea, costituita da grotte, cunicoli, passaggi, un vero labirinto scavato nell’arenaria di cui si è tanto discusso, profonde gallerie che per molto tempo hanno incuriosito e incuriosiscono tutt’ora soprattutto per quanto riguarda il loro utilizzo.

Per diverso tempo si è pensato che tali cunicoli servissero fin dall’antichità per conservare alimenti. Questo è senz’altro è vero, ma gli abbellimenti, le decorazioni e le forme di alcune delle stanze dei sotterranei fanno pensare che qui si svolgessero riti religiosi e pagani. Certamente nel corso del tempo vennero utilizzate dagli abitanti di Camerano per nascondersi e difendersi dai diversi assedi, l’ultimo nel ’44, durante la Seconda Guerra Mondiale. Diverse, quindi, le funzioni, ma secondo i ricercatori del GIAP, Gruppo Investigativo Attività Paranormali di Roma, le grotte di Camerano hanno soprattutto ospitato molte vite e assistito a moltissimi accadimenti, di cui però non vi è traccia storica, tutto sembra avvolto da una fitta coltre di mistero.

Ed è per saperne di più che i ricercatori del GIAP  hanno voluto trascorrere un’intera notte tra queste stanze scavate chissà quando e chissà da chi, per scoprire, attraverso un’analisi scientifica e con mezzi altamente tecnologici, tracce di vite passate, presenze che in qualche modo potessero mettersi in contatto e raccontare o spiegare qualcosa della loro vita.

Una ricerca affascinate e a tratti adrenalinica quella dei ricercatori che si sono mossi, al buio, tra le varie grotte parlando e cercando risposte scientifiche a fenomeni paranormali. La domanda ricorrente è stata: c’è qualcuno qui?

GUARDA IL VIDEO SUI MISTERI DELLE GROTTE DI CAMERANO (AN)

I ricercatori si sono fermati inizialmente nel Camerone, una stanza molto grande che durante l’assedio del ’44 venne utilizzata come ospedale da campo per i feriti e di certo alcuni di essi vi morirono. Qui, dopo alcune domande e un’atmosfera davvero misteriosa e agghiacciante, i ricercatori hanno registrato diversi rumori, rantoli, risate lontane.

Nella Grotta Burchiani, così chiamata perché si trova in corrispondenza dell’antico palazzo Burchiani, a forma di croce con una sorta di testa circolare che sicuramente rimanda alle simbologie della donna e della vita. Qui la luce dei ricercatori sembra rivelare qualcosa, si registrano brusii confusi, gli apparecchi sembrano avere un malfunzionamento, la luce che mostrerebbe la presenza di qualcuno lampeggia improvvisamente e non vuole spegnersi.

La ricerca prosegue e quando uno dei ricercatori chiede quanti siete la risposta registrata è “siamo in tanti”. Ora i brusii, i rantoli, i rumori sono più frequenti e più chiari, i tre ricercatori avvertono una profonda voce maschile che sembrerebbe voler parlare loro, ma non capiscono cosa stia dicendo. All’esortazione  puoi ripetere quello che hai detto si distingue perfettamente un “si, va bene”.

Un‘indagine durata una lunga notte, che mette i brividi ma che il Giap ha voluto portare a termine con determinazione e coraggio. Una quantità ingente di materiale video e audio analizzato con la massima attenzione ha dimostrato che qualcuno nei sotterranei di Camerano c’è. Del resto raramente i detti popolari sbagliano.