Due sotto il burqa e 50 primavere, al Cinema Sala degli Artisti di Fermo

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Due film bellissimi film francesi (anche in lingua originale e con sottotitoli italiani), al Cinema Sala degli Artisti di Fermo.

Una delle eccellenze di Fermo è sicuramente il Cinema Sala degli Artisti, un cinema che proietta film d’Essai, classici restaurati e documentari in un piccolo spazio ma altrettanto accogliente. Per questi giorni il cinema prevede la programmazione di due film che vi consigliamo: Due sotto il burqa una commedia girata dal regista iraniano Sou Abadi che tratta di un tema di stretta attualità. Lo abbiamo visto e siamo contenti di parlarne anche perché riesce a dipanare con estrema semplicità molti dei paradossi che si vivono nei paesi islamici. A tal proposito i registi iraniani non sono mai scontati.

Il secondo, che sarà invece in programma a partire da giovedì, è un film che ragiona su un momento particolare della vita di una donna e riesce a farlo senza scadere nella banalità.

Di seguito potete leggere le trame di Mymovies. I film saranno proiettati anche in lingua originale con sottotitoli in italiano.

 

Per maggiori informazioni: 0734 221714

 

DUE SOTTO IL BURQA

Leila e Armand studiano a Scienze Politiche e si amano. I genitori di lui sono iraniani che hanno lasciato la patria dopo l’avvento di Khomeini. Lei invece si vede piombare in casa il fratello Mahmoud, reduce dallo Yemen dove ha aderito al radicalismo islamico. Una delle sue prime imposizioni è quella di impedire alla sorella di incontrare Armand. Il quale però trova una soluzione. Indossa l’abito integrale che lascia scoperti solo gli occhi e si presenta a casa di Leila come una fanciulla di nome Sheherazade bisognosa di lezioni. La ‘studentessa’ attrae però l’attenzione amorosa di Mahmoud e questo complica non poco le cose.Come recitava una massima che ripetevano i nostri nonni ‘non tutto il male viene per nuocere’. Perché Sou Abadi stava lavorando a una produzione cinematografica in Israele che si è fermata e questo avvenimento l’ha spinta a rivolgere il suo sguardo all’interno delle sue stesse radici culturali.

Ha così realizzato questo film che, grazie ai toni della commedia, è riuscito a raggiungere una vasta platea in Francia e ne merita una altrettanto ampia in Italia. Perché il sorriso, l’ironia e l’autoironia possono produrre talvolta più risultati positivi di saggi ed articoli paludati.

La regista non è non vuole essere antimusulmana ma è e sa essere antioscurantista. Mahmoud vuole imporre a Lila la sua volontà attraverso frasi fatte derivate dalla sua solo pretesa conoscenza del Corano che difatti inizia a comprendere meglio quando Armand/Sheherazade si trova costretto a documentarsi in materia per reggere il gioco e, di conseguenza, attraendone una focosa attenzione. Passando da Maometto a Victor Hugo si consuma la possibilità di una deradicalizzazione di un giovane uomo che ha visto la moschea affermarsi come l’unico luogo in cui poter socializzare in Francia. Leila ha imboccato una strada diversa e ha trovato l’amore (e un possibile futuro alle Nazioni Unite) in un Armand che deve fronteggiare le memore barricadiere dei genitori e, in particolare, della madre ancor oggi disposta a gesti eclatanti pur di poter sostenere idee libertarie. Tutto ciò sostenuto dal gioco del travestimento con tutte le varianti farsesche che possono derivarne ma che sono sempre tenute sotto controllo.

Genere CommediaProduzione FranciaDurata 88 minutiRegia di Sou AbadiAttori Félix Moati, Camélia Jordana, William Lebghil, Anne Alvaro

 

50 PRIMAVERE

Aurore è una donna sulla cinquantina che fa la cameriera ed è separata dal marito da cui ha avuto due figlie di cui una è incinta. Nel momento in cui perde il lavoro apprende anche di stare per diventare nonna. Questi due eventi la mandano in crisi: vede troppi anni dietro di sé. Casualmente però incontra un amore di gioventù e pensa di poter ricominciare. Non è però così semplice.

Si possono scrivere (e di fatto si sono scritti) dei saggi su quel delicato momento in cui una donna avverte il senso dello scorrere del tempo e teme di stare diventando ‘vecchia’.

La commedia francese come genere rappresenta il terreno ideale su cui compiere un simile esercizio. Ci vuole però una regista (non ‘un’ regista) che non è ancora arrivata alle cinque decadi di vita ma che conosce bene le donne e un’attrice che dia corpo a tutti quei rivolgimenti che la medicina riassume nel periodo della menopausa (con le sue vampate di calore). Blandine Lenoir l’ha trovata in Agnès Jaoui che sa leggere nei più piccoli dettagli le sfumature di un personaggio che passa dalla accensione vitale al pianto e che si ritrova a confrontarsi con quello che avrebbe potuto essere e non è stato.

A partire da Café Society e passando per La La Land il tema sembra essere diventato uno dei favoriti dal cinema. Il riascoltare una canzone di “Hair” pensando a quando le proprie figlie erano piccole e spensierate mentre ora sono giovani donne con problemi più o meno grandi può provocare nostalgia. Ma Jaoui non è attrice che accetti personaggi rassegnati a qualcosa (nello specifico allo scorrere del tempo). Lo spettatore ne segue le incertezze, i mutamenti d’umore ma in cuor suo sa che Aurore cercherà una via d’uscita. Una soluzione però che non si limiti alla sottile rappresaglia che la sua amica del cuore compie nei confronti di uomini che stanno con donne molto più giovani di loro in una delle scene più esilaranti del film.

Genere CommediaProduzione FranciaDurata 89 minutiRegia di Blandine LenoirAttori Agnès Jaoui, Thibault de Montalembert, Pascale Arbillot, Sarah Suco, Lou Roy-Lecollinet