CHE COS’È LA PAORA? MISTERO MARCHE

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TRA LE CURIOSITÀ E I MISTERI CHE CARATTERIZZANO IL FOLCLORE E LE LEGGENDE DELLE MARCHE, FORSE IL PIÙ INTRIGANTE È QUELLO LEGATO ALLA PAORA. ECCO CHE COS’ È E DOVE VIENE RICORDATO

Nelle antiche terre marchigiane, in particolare nella zona dell’osimano, nelle viscere del Monte della Crescia a Offagna, è custodito un segreto tanto misterioso quanto spaventoso, magico e suggestivo, legato alle apparizioni del fantasma di Paora. Tra antiche leggende paurose, storie fantastiche e folkloristiche tramandate di generazione in generazione, davanti a un caminetto nelle notti d’inverno, tra lupi mannari, streghe e oscure figure che tornano alla vita dall’oltretomba c’è la misteriosa presenza della Paora, un’apparizione quanto mai terrificante simile al fantasma che però indossa, invece del tradizionale lenzuolo bianco un saio marrone che la lega inesorabilmente al segreto e silenzioso mondo dei conventi.

Le leggende sono molte e spesso si confondono e sovrappongono, a volte controverse a volte del tutto inverosimili ma in ogni caso connesse ad un’inquietante figura di donna di cui non si sa niente che si muove furtiva e spaventosa tra i nascondigli sotterranei e nei passaggi segreti della rocca medievale che domina il borgo di Offagna.
offagna
Offagna

Ad accrescere l’alone di mistero e di curiosità intorno a queste apparizioni la presenta di un tesoro, la leggenda vuole che questo sia nascosto vicino ad una fonte che dal Monte della Crescia arriva fino a Portonovo, quanto mai introvabile perché difeso proprio dal fantasma di Paora. Per impedire di trovare il tesoro, gli antichi racconti della tradizione popolare narrano che il fantasma confonda i cercatori con canti simili al gorgoglio della fonte, ammaliatori e spaventosi, oppure assumendo le sembianze di una vecchietta dal volto pallido e scavato che dispensa false piste e complicati enigmi che condurrebbero molto lontano.

Il tesoro, oltre che dal fantasma, sarebbe protetto anche dalla natura poiché si troverebbe nei meandri più nascosti del Monte della Crescia, in un luogo molto difficile da decifrare, tra i tanti torrenti e fonti naturali, tunnel e gallerie scavate intorno al 1600 dalla setta dei Giacomiti, fuggiti e nascosti qui dopo essere stati condannati come eretici dalla Chiesa. La presenza dei Giacomiti nelle cavità del monte potrebbe in qualche modo essere legata e spiegare la peculiarità del fantasma che si palesa con gli abiti tipici dei monaci.

Un mistero che ne porta con sé molti altri, di certo il tesoro, davvero molto prezioso, parente stretto di quello dei longobardi e come questo costituito da una chioccia d’oro circondata da pulcini – una raffinata opera di oreficeria in argento dorato, rubini e zaffiri, raffigurante una gallina e sette pulcini intenti a beccare, del tutto simile a quella conservata presso il Museo di Monza, rinvenuta all’interno della sepoltura di Teodolinda, regina dei Bavari, popolo per cui tale iconografia rappresentava la rinascita -, resta introvabile, protetto com’è dalla vegetazione e dal fantasma di Paora e la sua memoria resta un mito da sfatare.

Molti hanno tentato di trovarlo, scavando o con l’aiuto di rabdomanti o con mezzi più moderni senza mai trovarne tracce concrete. Magari chi si recherà sul monte della Crescia per la bellezza del paesaggio, per la sua suggestione panoramica e per la sua natura lussureggiante senza neanche cercarlo troverà un tesoro inestimabile. Resta il fatto che continua ad affascinare e spaventare, che si aggiri, con sembianze di fanciulla muta e sfuggevole, snella e dai lunghi capelli biondi, tra le mura del castello, o come vecchietta smunta e arcigna tra i boschi e torrenti del monte della Crescia, la sua presenza è diventata una delle principali attrazioni dello splendido borgo medievale di Offagna